Appunti, regole e riflessioni di 25 anni di lavoro sul campo

 

In questi anni mi è capitato spesso di parlare con clienti albergatrici, albergatori e
gestori di strutture ricettive che mi dicevano:“Mi ha scritto un tour operator, mi propone
un contratto… che faccio?”

La verità è che il rapporto con un Tour Operator non è né buono né cattivo in sé.
Diventa buono o cattivo in base a come viene regolato.

Dopo oltre 25 anni di esperienza tra hotel, intermediazione, mercati esteri e contratti TO, ho raccolto una serie di regole pratiche che oggi condivido con voi, colleghe e colleghi.

Non sono teorie: sono lezioni imparate sul campo, spesso anche a caro prezzo da cui ho tratto la mia personalissima Guida al rapporto con il Tour Operator.

Partiamo da un punto fondamentale: le commissioni.

Uno degli errori più diffusi che vedo fare è questo:
“Io più del 10% non lo do a nessuno.”

Capisco il ragionamento, ma qui voglio essere molto chiara: un tour operator con una commissione del 10% NON può lavorare bene, anzi non può lavorare e poi perché dovrebbe, se date alle Ota dal 18 al 28% quando va bene?

Un TO ha costi reali:

  • struttura commerciale
  • uffici
  • personale
  • marketing
  • rischio d’impresa
  • gestione del cliente prima, durante e dopo il viaggio

 Pensare che possa operare con un “misero” 10% significa condannarlo a lavorare
male, oppure a:

  • recuperare margine con clausole penalizzanti
  • forzare condizioni contrattuali
  • fare dumping
  • promettere al cliente servizi che l’hotel non ha mai autorizzato

 

La mia regola:

Una commissione ragionevole per un Tour Operator parte da circa il 18% o dalla commissione Bar not Ref che do a Booking.com.

Da lì in poi, tutto dipende da:

  • volumi
  • mercati
  • stagionalità
  • garanzie reali

Meglio riconoscere una commissione corretta e lavorare con un partner sano, piuttosto che risparmiare qualche punto percentuale e pagarlo dopo in problemi operativi.

 

Esclusività: quasi mai una buona idea

Su questo sono molto netta.

L’esclusività non va concessa, salvo casi rarissimi e blindati da garanzie scritte
(venduto minimo, vuoto per pieno reale).

Nella maggior parte dei casi:

  • ti toglie libertà
  • ti lega le mani
  • ti rende dipendente da un solo interlocutore

E se il TO non vende? Il problema resta tuo.

 

Allotment e Release: qui si gioca la partita vera

L’allotment è il numero di camere che concedi al TO e che non puoi vendere
liberamente.

Qui devi essere chirurgica/o:

  • poche camere
  • periodi ben definiti
  • release scritta nero su bianco

Senza una release chiara, il rischio è sempre lo stesso: camere bloccate → camere invendute → margine perso.

 

Amenities e Upgrade: niente automatismi

Molti contratti prevedono:

  • amenities gratuite
  • upgrade garantiti

La mia esperienza mi ha insegnato che:

  • ogni servizio ha un costo
  • ogni upgrade deve essere “su disponibilità”

 Se non lo scrivi, diventa un obbligo, e gli obblighi, negli hotel, hanno sempre un prezzo.

 

Durata del contratto: attenzione ai rinnovi automatici

 

Un contratto che si rinnova da solo è un contratto pericoloso.

Io consiglio sempre:

  • durata chiara
  • niente rinnovo automatico
  • possibilità di uscita bilanciata per entrambe le parti

Un contratto deve poter essere rivisto, corretto o chiuso, se non funziona.

 

Parity: il cappio più elegante

 

La parity (tariffaria e/o di condizioni) è una delle clausole più subdole.

Chiediti sempre:

  • mi impedisce di vendere meglio sul mio sito?
  • mi blocca offerte dirette?
  • include anche cancellazioni e benefit?

La mia regola:accettare solo parity limitata, mai totale. Il canale diretto, il mio sito, deve restare più libero di tutti.

 

Termini di pagamento: la liquidità è tua

 

Molti contratti danno per scontato che:

  • tu lavori oggi
  • il TO paghi tra 60 o 90 giorni

 Ricorda sempre:
tu anticipi il servizio
il TO spesso incassa prima dal cliente

Come fare?
Inserisci:

  • acconti obbligatori in alta stagione
  • penali per ritardi di pagamento
  • possibilità di sospendere le vendite

 

Cancellazioni, no-show e stop sale

 

Qui vedo ancora troppi errori.

  • cancellazioni gratuite fino all’ultimo?
  • no-show non pagati?
  • stop sale solo con autorizzazione?

 No.Lo stop sale deve essere:

  • un tuo diritto
  • immediato
  • senza penali

 

Responsabilità, marketing e reselling

 

Un’altra regola d’oro:
l’hotel risponde solo di ciò che ha confermato per iscritto.

Il Tour Operator non deve poter:

  • promettere servizi non autorizzati
  • usare foto o descrizioni non approvate
  • rivendere le camere a terzi senza consenso

 Il reselling incontrollato porta a una sola cosa: dumping e perdita di controllo.

 

Perché ho scritto questa guida?

Non per dire che i Tour Operator sono il male. Anzi: un buon TO può essere una partner preziosa.

Ma dopo 25 anni ho imparato che:

  • i contratti standard sono quasi sempre sbilanciati
  • se non negozi, paghi
  • se non scrivi, perdi

 

Questa guida nasce per condividere esperienza, errori e soluzioni, e aiutare chi gestisce
una struttura ricettiva a:

  • proteggere i margini
  • proteggere la reputazione
  • proteggere la propria libertà commerciale

 

Cosa ne pensate?